” Ammettere al servizio civile nazionale – sulla base della legge del 6 marzo 2001 che partirà in contemporanea con l’abolizione della leva militare – anche gli immigrati con un’occupazione lavorativa e i cittadini dell’Unione europea: ne parla al Sir mons. Giuseppe Pasini, presidente della Fondazione Zancan di Padova, in un’intervista che verrà pubblicata sul prossimo bisettimanale, nella quale illustra le proposte formulate durante un seminario promosso alcuni giorni fa a Padova dalla Fondazione Zancan, l’ufficio nazionale per il servizio civile, la Caritas italiana, la Cnesc (Consulta nazionale enti servizio civile) e la scuola superiore S.Anna di Pisa. Dal seminario sono emerse delle ipotesi, già presentate all’ufficio nazionale del servizio civile, dei decreti attuativi della legge, che governo e parlamento dovranno esaminare e approvare entro il mese di marzo 2002. Secondo la Fondazione Zancan al nuovo servizio civile dovrebbero accedere “uomini e donne, ma anche persone dell’Ue e immigrati con una occupazione lavorativa, così come si prevede per accedere alle elezioni amministrative”. L’età dovrebbe essere “dai 18 ai 28 anni, tenuto conto che il periodo di ingresso al lavoro si prolunga un po’”, spiega mons. Pasini, e la durata del servizio “in relazione alle differenti tipologie di impiego”: “In media dodici mesi ma con possibilità, a seconda delle esigenze del proprio lavoro (nel caso i giovani siano già occupati) di fare i primi sei mesi, interrompere, e fare gli altri sei mesi successivamente”. Riguardo ai trattamenti giuridici ed economici si propone, tra l’altro, “il trattamento analogo a quello dei militari della ferma annuale, perché anche questo è un servizio che si fa alla patria”.