“Vittorio Bachelet incarna l’ideale del laico che per essere tale, per sentirsi tale, per agire da laico non ha bisogno di gridarlo, di puntualizzarlo. Incarna l’ideale del cristiano normale, del cristiano della semplice e spoglia testimonianza, che diventa grande e straordinario proprio perché ha saputo vivere nella semplicità e nella normalità la sua esperienza di credente”. L’Azione Cattolica ricorda oggi con queste parole Vittorio Bachelet, presidente dell’Azione Cattolica Italiana e vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse ventidue anni fa, il 12 febbraio 1980. “Figura di primo piano del laicato cattolico, interprete del rinnovamento post-conciliare dell’associazione”, Il presidente della “scelta religiosa”, si legge ancora nella nota dell’Ac, si è impegnato in particolare “per la formazione di un laicato adulto nella fede, capace di interpretare il rinnovamento conciliare e di viverlo nella quotidianità dell’esperienza associativa, nei rapporti con la chiesa locale e con le altre realtà presenti, nella partecipazione responsabile alla vita sociale e politica”. Come ricordava lo stesso Bachelet al Convegno di Assisi del giugno 1969 dei presidenti diocesani di Ac, per attuare il Concilio “ci vuole tanto coraggio e soprattutto tanta umiltà, tanta costanza di amore…ci vuole uno spirito di santità, di obbedienza e di pace. Poiché l’attuazione non richiede solo un cambiamento di strutture, di metodi, di abitudini, ma richiede quella conversione interiore, quel cambiamento di mentalità di ciascuno e della comunità che è opera dello Spirito, ma che chiede una collaborazione continua, generosa, sofferta di ciascuno di noi”. Temi come “scelta conciliare, scelta religiosa, rinnovamento”, assumono oggi, per l’Ac, “una valenza del tutto particolare richiamando ognuno di noi a un impegno e a una fedeltà per fare dell’Azione Cattolica, così come voleva Vittorio Bachelet, una grande forza di carità e di speranza, per la chiesa e per l’uomo di oggi”.