Esprimono “preoccupazione” per il “crescente clima di diffidenza e paura, di violenza ed emarginazione” presente nella società italiana e “in alcuni recenti orientamenti politici” i 150 missionari e missionarie partecipanti al Forum “Insieme, prendere il largo”, organizzato dalla Cimi (Conferenza istituti missionari italiani), dal Suam (Segretariato unitario di animazione missionaria) e dalla Emi (Editrice missionaria italiana), che si è concluso oggi ad Ariccia (Roma). In un comunicato diffuso oggi affermano la loro contrarietà alle politiche riguardanti l’immigrazione, il commercio delle armi, l’aumento delle spese militari e la riduzione degli aiuti alla cooperazione allo sviluppo. I missionari contestano, in particolare, l’adesione dell’Italia alla guerra “come risposta agli atti di terrorismo”, in quanto “non risolve i problemi” ed è “contraria alla Costituzione Italiana (art. 11) e al diritto internazionale vigente”. Ma denunciano anche “la gestione delle politiche migratorie secondo una logica di mercato”, la proposta di modificare la legge 185/90 sul controllo del commercio di armi che renderebbe più blando il divieto di esportare armi a nazioni in guerra o che violano i diritti umani, l’aumento delle spese militari dal 10 al 15% e la riduzione degli aiuti per la cooperazione allo 0,2 % del Pil (mentre dovrebbe essere dello 0,7%). I missionari chiedono quindi alle istituzioni politiche di “sviluppare una politica estera italiana ed europea a favore della prevenzione e la soluzione nonviolenta dei conflitti”, soprattutto per porre fine al conflitto israelo-palestinese e alle numerose “guerre dimenticate” nel Sud del mondo; di introdurre “una tassazione sulle transazioni finanziarie (tipo “Tobin tax”) nella “zona euro”; di farsi promotrici presso le istituzioni internazionali (Fmi, Omc-Wto e Banca Mondiale) “di politiche economiche per favorire scambi commerciali più equi nei confronti dei Paesi impoveriti e rapporti più paritari tra i Paesi del Nord e del Sud del mondo; di accogliere le istanze “provenienti dalle componenti sociali e religiose nella formulazione della Costituzione europea”.