Per il mezzo milione di giovani che si stima vi parteciperanno, la XVII Giornata mondiale della Gioventù, che si svolgerà a Toronto dal 18 al 28 luglio, è “una sfida a comprendere cosa significhi essere cristiani nel ventunesimo secolo”. Lo ha detto il card. James Francis Stafford, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, intervenendo oggi, a Roma, alla presentazione della Gmg 2002, tenutasi all’Ambasciata del Canada presso la Santa Sede. “La Chiesa, in questo secolo – ha proseguito il cardinale – deve rispondere a delle sfide enormi”, legati a temi come la bioetica, la globalizzazione, la questione della libertà e l’impegno per la pace, la relazione uomo-donna. In quest’ultimo campo, per Stafford, occorre superare la “crescente ostilità” e la “mancanza di confidenza e fiducia” tra i due sessi, che si sono fatte “più profonde rispetto al passato” e rendono “difficili scelte che durino tutta la vita, come il matrimonio”. Di qui la necessità, per il presidente del dicastero pontificio, di “comprendere reciprocamente l’identità dell’altro sesso”, partendo dalla “coscienza di essere creature di Dio”. Ad una domanda su quale sia il legame o la differenza tra la Gmg, svoltasi a Denver nel ’93, e quella di Toronto, Stafford ha risposto: “Prima di Denver, il Papa guardava all’Est per il rinnovamento della Chiesa, dopo Denver ha cominciato a guardare anche all’Occidente, e ha perseverato su questa strada”. “Mostrare ai giovani cosa significhi vivere in pace gli uni con gli altri”: questa, per il cardinale, il “messaggio” specifico che il Canada intende dare al mondo nei giorni della prossima Gmg. Partendo proprio dalla vocazione alla “multiculturalità, tolleranza e libertà” tipica di questo Paese, ha detto l’ambasciatore del Canada presso la Santa Sede, Wilfrid-Guy Licari, che ha definito Toronto “una coalizione globalizzata in favore della pace”, in giorni in cui verosimilmente proseguirà la lotta contro il terrorismo iniziata dopo d’11 settembre.