Da oggi per i giovani trentini l’accesso al servizio civile sarà meno difficile: a livello regionale verrà gestito direttamente da Trento. Ieri è passato infatti un emendamento di modifica alla legge che disciplina il volontariato nella provincia autonoma di Trento, che aggiunge un articolo sul servizio civile in merito all’applicazione della legge nazionale. Sarà così possibile stipulare un protocollo d’intesa con l’ufficio nazionale per il servizio civile e costituire a Trento una apposita struttura di coordinamento. A salutare con “viva soddisfazione” il provvedimento è il Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) del Trentino, che denunciava da tempo le carenze, i ritardi, i blocchi nelle assegnazioni degli obiettori di coscienza nella regione. Così molte associazioni, soprattutto le più piccole, si trovavano senza l’aiuto degli obiettori e i giovani venivano impediti di seguire le proprie motivazioni ideali. “Questa nuova struttura – spiega Dario Fortin, coordinatore del Cnca Trentino Alto-Adige – avrà costi minimi per le casse della provincia ma potrà avere effetti enormemente benefici nei confronti dei più deboli, di chi vive una situazione di disagio, emarginazione, malattia mentale, solitudine”. Secondo Fortin l’approvazione di questo emendamento “è un bel segnale in controtendenza rispetto alla generale indifferenza delle istituzioni nei confronti dei giovani”. Il successivo passaggio legislativo potrebbe essere l’approvazione del disegno di legge “Istituzione del servizio civile per la comunità in Trentino”, per aprire nuove possibilità in vista dell’applicazione della legge sul servizio civile nazionale, in coincidenza con l’abolizione della leva militare nel 2006.