La vita – anche quando “segnata dalla sofferenza e dal limite”- è un dono “da accogliere e da amare sempre” e come tale nessuno può considerarsene “un padrone” né cedere alla “tentazione” di manipolarla. Nel messaggio per la Quaresima, che quest’anno ha per tema “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8), Giovanni Paolo II torna a difendere la vita umana. “La Quaresima – scrive – richiamando allo spirito il mistero della morte e della resurrezione, porti ogni cristiano a stupirsi intimamente della grandezza di tale dono. Sì! Gratuitamente abbiamo ricevuto. La nostra esistenza non è forse tutta segnata dalla benevolenza di Dio? E’ dono lo sbocciare della vita e il suo prodigioso svilupparsi. E proprio perché è dono, l’esistenza non può essere considerata un possesso o una privata proprietà, anche se le potenzialità, di cui oggi disponiamo per migliorarne la qualità, potrebbero far pensare che l’uomo sia di essa ‘padrone'”. Nel messaggio Giovanni Paolo II fa riferimento alle nuove possibilità aperte dalla scienza soprattutto in campo bio-medico. “In effetti – scrive il Santo Padre – le conquiste della medicina e della biotecnologia a volte potrebbero indurre l’uomo a pensarsi creatore di se stesso e cedere alla tentazione di manipolare ‘l’albero della vita’. E’ bene anche qui – aggiunge il papa – ribadire che non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche moralmente lecito. Se ammirevole è lo sforzo della scienza per assicurare una qualità della vita più conforme alla dignità dell’uomo, non deve però essere mai dimenticato che la vita umana è un dono, e che essa rimane un valore anche quando è segnata dalla sofferenza e dal limite. Un dono da accogliere e amare sempre: gratuitamente ricevuto e gratuitamente da porre al servizio degli altri”. (segue)” “” “” “” “