CARD. BIFFI: NELLA DIFESA DELLA VITA “RICHIAMARE CHE COSA SIA BENE È IL RISPETTO MINIMO DELLA GIUSTIZIA”

“Guai ad arrendersi alla modernizzazione”, rinunciando alla difesa della “sacralità della vita umana” e rendendo, allo stesso tempo, “la vita consacrata vana ed immotivata”. È quanto ha affermato il card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, nell’omelia pronunciata sabato scorso, nella Cattedrale di San Pietro, in occasione della 24° Giornata per la vita e della Giornata mondiale della vita consacrata. “I nostri tempi – ha detto il cardinale – trascorrono sempre più nel contesto di una società ostile alla verità e alla vita”. Fortunatamente, però, ha aggiunto il card. Biffi, “non ci sono soltanto i fautori della ‘rovina’ umana e della morte; ma c’è anche il popolo della ‘risurrezione’ e della vita, che non si rassegnerà mai a quello che il Concilio Vaticano II chiama senza perifrasi ‘l’abominevole delitto dell’aborto’. Non si rassegnerà mai all’esaltazione delle aberrazioni sessuali né alle molte insidie legislative, fiscali e perfino terminologiche rivolte contro la famiglia, né a quella che con parola dotta e un po’ ipocrita viene chiamata ‘eutanasìa’”. E tutto ciò con la profonda convinzione che “richiamare a tutti con serena franchezza che cosa sia il bene e che cosa sia il male è il rispetto minimo della giustizia”.” “Ai consacrati presenti, il cardinale ha raccomandato di “non preoccuparsi, se talvolta, la loro identità di testimoni coerenti del primato del Regno”, sarà per gli uomini “segno di contraddizione”. Difatti, solo “con l’austerità della vostra esistenza, con una mentalità remota dagli usi e dalle preferenze del mondo”, è possibile aiutare “quanti percorrono la ‘via larga’ e pericolosa a riconsiderare le loro scelte, a orientare più saggiamente la direzione del loro spensierato andare, a ritrovare il sentiero stretto che porta alla vita”. Perciò, ha concluso l’arcivescovo di Bologna, “ogni vostro rinnovamento non coincida mai con un cedimento alla mentalità dominante”.” “” “” “