Nei seminari, ci vogliono “psicologi esperti” per “discernere l’idoneità e la vocazione” di un futuro prete, “in vista del bene suo e della Chiesa”. Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza i partecipanti alla sessione plenaria della Congregazione per l’Educazione Cattolica (dei seminari e degli istituti di studi). Riferendosi ad un documento su alcuni “Orientamenti per l’utilizzo delle competenze psicologiche nell’ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio”, all’esame del dicastero pontificio, Giovanni Paolo II lo ha definito un “utile strumento per i formatori” e ha precisato che “l’ausilio delle scienze psicologiche va inserito con equilibrio all’interno dell’itinerario vocazionale, integrandolo nel quadro della formazione globale del candidato, in modo tale da salvaguardare il valore e lo spazio proprio dell’accompagnamento spirituale”. Di qui la necessità, per il Papa, di “curare la preparazione di esperti psicologi i quali, al buon livello scientifico, uniscano una comprensione profonda della concezione cristiana circa la vita e la vocazione al sacerdozio, così da essere in grado di fornire supporti efficaci alla necessaria integrazione tra la dimensione umana e quella soprannaturale”. Il “clima di fede” che si respira nei seminari, secondo il Pontefice, “permetterà una corretta comprensione del significato e dell’utilità del ricorso alla psicologia, che non elimina ogni genere di difficoltà e di tensioni, ma favorisce una più ampia presa di coscienza e un più sciolto esercizio della libertà, per ingaggiare una lotta aperta e franca, con l’aiuto insostituibile della grazia”. Il Papa ha concluso il suo discorso sottolineando l’importanza “del tutto singolare” che riveste la “cura dei seminari” nella vita della Chiesa, auspicando che “la formazione in essi impartita sia di livello eccellente dal punto di vista sia intellettuale che spirituale”. ” “” “