INTERNET: MONS. FOLEY, “NO” ALLA “CONFUSIONE DI IDENTITÀ” E ALLA “DIPENDENZA”

“Confusione di identità” e “dipendenza”: sono questi, per mons. John P. Foley, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, i due pericoli principali che i “navigatori” di Internet dovrebbero evitare di correre. “Il numero delle questioni morali che possono essere considerate in rapporto ad Internet è praticamente infinito”, ha detto Foley intervenendo, a Cagliari, ad un convegno organizzato dall’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) della Sardegna su questo tema. “La questione dell’identità – ha aggiunto il relatore – è diventata più importante in considerazione dell’attività predatoria dei pedofili e di altri su Internet. Come sapere chi sono? Come rintracciarli? Come renderli responsabili delle loro attività? Come proteggere le loro vittime e le famiglie delle vittime?”. La “possibile confusione di identità”, quindi, è per Foley “uno dei problemi da considerare, discutendo dei valori e dell’etica in Internet, nel futuro”; anche, ad esempio, chiedendosi “in che modo possiamo, in quanto Chiesa, proteggere l’identità cattolica nel mondo, così che, quando le persone cliccano su un sito che si dichiara cattolico, si accorgano che stanno ricevendo informazioni autentiche”. Calunnia, denigrazione, “invasione di immagini oscene” o violente: questi, secondo Foley, altri pericoli della “rete”, che può anche provocare “dipendenza”, se diventa “esagerata attenzione per Internet fino ad escludere tutte le altre attività”. Di qui la necessità, ha concluso il presidente del dicastero pontificio, di “un programma di educazione”, per “far crescere un pubblico che non solo acquisisca le tecniche di accesso ad Internet, ma apprezzi anche quella filosofia di ‘dialogo, partecipazione, solidarietà e riconciliazione'” di cui parla il Papa nel Messaggio per la prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.