“Sul problema della vita, soprattutto di quella innocente; sulle nuove questioni poste dalla genetica perché sia salvaguardata la dignità dell’essere umano; sul problema della denatalità, che tocca in modo drammatico il nostro paese, i vescovi hanno insistito, non solo per preoccupazioni di carattere morale ma perché in questi valori è in gioco la nostra civiltà”. E’ quanto scrive il card. Marco Cé, patriarca emerito di Venezia, sul numero di “Gente veneta” in edicola da domani. Commentando il tema della prossima Giornata per la vita, che si celebrerà il 3 febbraio, Cè fa notare che “la televisione ogni giorno mette davanti ai nostri occhi lo strazio d’una umanità violata. In molte parti del mondo il terrorismo e la guerra imperversano. L’Africa sembra un continente perduto. Il rischio drammatico per chi vede tali fatti ogni giorno alla televisione è l’assuefazione”. Per scongiurarlo, sostiene il cardinale, occorre rinnovare il nostro “impegno inderogabile per la difesa della vita umana, in ogni fase della sua esistenza”, riconoscendo “nell’essere umano il vertice di tutto il creato che non può mai essere strumentalizzato per altri fini”. Sul piano pastorale, Cè invita a “conoscere sempre meglio e valorizzare le realtà diocesane a sostegno della vita. La solitudine – scrive, infatti, il cardinale – porta alla tentazione di soluzioni disperate. L’amore operoso di una comunità è capace di dare dignità e speranza anche ai momenti più dolorosi della vita”. Questa “nativa vocazione cristiana all’amore solidale”, conclude Cè, “va trasmessa alle nuove generazioni con un’azione pedagogica esplicita, continua e motivata, sostenuta da una coscienza morale sottratta al disimpegno”. Circa un mese fa, mons. Angelo Scola è stato nominato dal Papa nuovo patriarca di Venezia, a seguito delle le dimissioni presentati dal card. Cé per raggiunti limiti di età, dopo 23 anni di servizio nella diocesi lagunare. ” “” “