CONSIGLIO PERMANENTE: MONS. BETORI, SULLE “PRIORITÀ” POLITICHE NESSUNA “INDULGENZA” AL GOVERNO

Lavoro, immigrazione, sanità, bioetica, questione scolastica: nessuna “indulgenza” dei vescovi italiani su quelle che la Chiesa giudica come “priorità” politiche. A rispondere in questi termini alla domanda di un giornalista, nel corso della presentazione, oggi a Roma, del Comunicato finale del Consiglio permanente della Cei (svoltosi nei giorni scorsi), è stato il segretario generale dei vescovi italiani, mons. Giuseppe Betori. “L’elenco delle emergenze per il nostro Paese – ha commentato – è sempre lo stesso, le parole non sono cambiate rispetto al recente passato”. Sul lavoro, ha riferito ad esempio Betori, i vescovi non hanno fatto alcun cenno, nel dibattito del Consiglio permanente, all’art. 18, ma hanno fatto presente che “la legislazione sul lavoro non può non tener conto che il lavoro oggi sta cambiando, e che questa è una preoccupazione che sta a cuore sia alle imprese che alle parti sociali”. “I principi attorno a cui disegnare il cambiamento – si legge, infatti, nel Comunicato finale – devono sempre essere la solidarietà e la sussidiarietà, riferimento indispensabili per garantire pari opportunità a tutti i lavoratori e in tutte le zone del paese con particolare attenzione al Sud, ancora segnato dalla piaga sociale della disoccupazione”. Non “provvedimenti-tampone”, ma un disegno di legge “articolato e organico” sulla procreazione medicalmente assistita, la cui proposta legislativa registra un “incomprensibile ritardo”: questa la richiesta dei vescovi in materia di bioetica, mentre viene rinnovato l’auspicio per una “piena e definitiva attuazione” della parità scolastica e per il completamento del processo di attuazione dell riforme istituzionali. ” “” “