La promozione di un incontro tra i responsabili delle Chiese cristiane in Europa e i rappresentanti del mondo politico e la convocazione (non prima del 2006) di una terza Assemblea ecumenica europea. Su queste due ipotesi di lavoro si è concentrata l’attenzione delle Chiese cristiane all’incontro del Comitato congiunto Kek-Ccee che si è riunito a Ottmaring (Germania) dal 24 al 27 gennaio 2002, sotto la presidenza del metropolita Jérémie Caligiorgis, presidente della Conferenza delle Chiese Europee, e di mons. Amedée Grab, vescovo di Coira, presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee. ” “In seguito all’appello lanciato dal Papa che all’inizio di quest’anno aveva lamentato una marginalizzazione delle religioni nel processo di costruzione europea, le Chiese sottolineano in un comunicato diffuso oggi “l’importanza dei contatti fra chiese e mondo politico” per un confronto sulla visione dell’Europa, in vista della Convenzione sul futuro dell’Unione Europea, che sarà lanciata il 28 febbraio. Altra pista di lavoro comune è la convocazione di una terza Assemblea ecumenica europea dopo quelle di Basilea (1989) e di Graz (1997). “Non è stato pensato ancora ad un tema né ad una data precisa. Ma si avverte – ha detto al Sir mons. Aldo Giordano, segretario generale del Ccee – l’esigenza di una testimonianza comune dei cristiani in Europa. Le Chiese europee vogliono incontrarsi per riflettere su come i capisaldi del cristianesimo – i temi della fede, della speranza e della carità – possano essere luce e illuminare i valori di fondo della società e della cultura europee”. Ad Ottmaring, si è inoltre convenuto di organizzare una consultazione nell’autunno 2002 per esplorare come la Charta Oecumenica (firmata nell’aprile del 2001 a Strasburgo) è stata recepita nei diversi paesi. Alla luce infine dei tragici eventi dell’11 settembre e delle loro conseguenze, il comitato congiunto ha sottolineato “l’importanza del dialogo interreligioso” ed ha accolto una serie di proposte per “continuare, sviluppare ed intensificare il dialogo e i contatti fra cristiani e musulmani”. ” “