“Dalle colline dell’Umbria siamo giunti ai colli di Roma, e con grande gioia vi do il benvenuto in questa che è la mia abitazione. La porta di questa casa è aperta a tutti, e voi vi sedete a questa mensa non come stranieri, ma come amici”. Con questa parole di saluto Giovanni Paolo II ha accolto oggi nella sala ducale del Palazzo apostolico i membri delle delegazioni che hanno partecipato ieri alla Giornata di preghiera per la pace nel mondo ad Assisi, riuniti di nuovo attorno al Santo Padre in un’agape fraterna. ” “”Quanto accaduto ieri – ha detto il papa – rimarrà a lungo nei nostri cuori e, lo speriamo, avrà un’eco profonda tra i popoli del mondo. Desidero ringraziare ciascuno di voi per la generosità con la quale avete risposto al mio invito. Mi rendo conto che per voi arrivare sin qui ha significato un grande sforzo. Vi ringrazio soprattutto per la vostra volontà di operare per la pace e per il coraggio di dichiarare di fronte al mondo che violenza e religione non possono mai camminare insieme”. ” “Il Santo Padre è ritornato a parlare dell’impegno delle religioni per la pace. “Con tutte le nostre diversità – ha detto – noi sediamo a questa tavola, ma uniti nell’impegno per la causa della pace. Tale impegno, scaturito da sincera religiosità, è sicuramente ciò che Dio si attende da noi. E’ quanto il mondo cerca nelle persone religiose. Questo impegno è la speranza che possiamo offrire in questo speciale momento. Dio conceda di essere umili ed efficaci strumenti della sua pace”. ” “