“Nel paese che attende e che si affida sembra crescere una nuova e diffusa forma di malattia sociale: la malinconia. Il sentimento di una profonda disillusione e di un’amara certezza: quella di non scorgere più niente di significativo intorno a sé”. Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, ha presentato questa mattina il “Rapporto Italia 2002”, giunto alla sua 14a edizione, nel ventennale della nascita dell’istituto di ricerca. Composto da oltre 1200 pagine, il rapporto è costruito attorno a sei dicotomie che raccontano l’attualità italiana: sicurezza-insicurezza, egoismo-solidarietà, illusione-disillusione, protezione-distruzione, servizio-disservizio, destra-sinistra. “Siamo di fronte a una vita di relazioni sociali spogliate da regole e orientamenti morali, dove al più i rapporti umani diventano anonimi e privi di coinvolgimento”, prosegue Fara. “Nell’indifferenza generale i senza-lavoro, le vecchie e nuove povertà aumentano”. Un impoverimento “non solo economico ma anche culturale”. Il mondo giovanile sembra “intimamente lacerato da gesti di esaltazione disperata”. Il modello familiare appare “in piena crisi” e al suo interno si affermano “vuoti silenzi e distratte attenzioni”. I progetti di vita dei singoli “non sono sufficienti a restituire significato al proprio operare”. A questo si affianca “la paura e la difficoltà di dare vita a nuove generazioni”, in una “società dall’invecchiamento demografico continuo”. “Ci troviamo sempre più esposti al rischio della perdita di sé e del senso della vita, proprio mentre il pensiero scientifico insegue l’immortalità”, ribadisce Fara. Ma anche all’interno di un “quadro complessivo preoccupante”, si registra la nascita di “un sentimento nuovo” reclamato da “uno spirito etico” che “non muove dalla politica”. “Un nuovo sentire, quasi religioso, un bisogno di trascendenza che domanda un cambio di vita, che chiede un’unità familiare da recuperare, uno Stato in cui credere, qualche meta da raggiungere”.