IL PAPA AD ASSISI: “NO” ALLE “NUBI” DEL TERRORISMO E DELL’ODIO, “SÌ” ALLE RELIGIONI “AL SERVIZIO DELLA PACE”

“Le religioni sono al servizio della pace” e “posseggono le risorse necessarie per superare le frammentazioni e per favorire la reciproca amicizia e il rispetto tra i popoli”. Lo ha detto Giovanni Paolo II, nel primo discorso rivolto ai partecipanti alla Giornata di preghiera per la pace nel mondo, in svolgimento ad Assisi. “Chi utilizza la religione per fomentare la violenza – ha ribadito il Papa – ne contraddice l’ispirazione più autentica e profonda”. In passato, ha ricordato infatti il Pontefice, “tragici conflitti sono spesso derivati dall’ingiusta associazione della religione con interessi nazionalistici, politici, economici o di altro genere”: per questo “è doveroso che le persone e le comunità religiose manifestino il più netto e radicale ripudio della violenza, di ogni violenza, a partire da quella che pretende di ammantarsi di religiosità, facendo addirittura appello al nome sacrosanto di Dio per offendere l’uomo. L’offesa dell’uomo è offesa di Dio. Non v’è finalità religiosa che possa giustificare la pratica della violenza dell’uomo sull’uomo”. Il Papa ha iniziato il suo discorso definendo quello di Assisi un “pellegrinaggio di pace” in cui “testimoniare il nostro comune anelito verso un mondo più giusto e solidale” e “per allontanare le nubi del terrorismo, dell’odio, dei conflitti armati, nubi che in questi ultimi mesi si sono particolarmente addensate all’orizzonte dell’umanità”. “Ascoltarci gli uni gli altri”, ha detto il Santo Padre, è già “un segno di pace” che “serve a diradare le nebbie del sospetto e dell’incomprensione. Le tenebre non si dissipano con le armi; le tenebre si allontanano accendendo fari di luce”. “L’odio si vince solo con l’amore”, ha aggiunto il Papa ricordando la figura di Francesco, “un singolare profeta della pace amato non solo dai cristiani, ma da tanti alti credenti e da gente che, pur lontana dalla religione, si riconosce negli ideali di giustizia, di riconciliazione, di pace che furono suoi” (segue). ” “” “