Un giovane musulmano con turbante arancione è fermo in silenziosa preghiera davanti alla tomba di San Francesco. Si chiama Amanullah e sta facendo un cammino per entrare nella Confraternita sufi dei Naqshbaudi: “Prego San Francesco perché era un uomo di Dio, e quando tocca nel profondo è l’unico Dio che parla”. E’ solo uno dei tanti giovani che in questi giorni si incontrano per le vie di Assisi e che oggi partecipano alla Giornata di preghiera del Papa con i rappresentanti delle religioni del mondo per chiedere la pace. E ieri sera, alla veglia dei 3mila giovani cattolici riuniti nella Basilica di S.Maria degli Angeli fino alle 6 del mattino, tanti sono arrivati da tutta Italia per conto proprio, con il gruppo parrocchiale, gli scouts, le associazioni. Qualcuno perfino dalla Francia. Jean Baptiste, 22 anni, zaino in spalla, dopo aver visitato diversi santuari europei, ha preso il treno da solo e ha deciso di non fermarsi e venire ad Assisi: “Devo andare lontano a cercare Dio”. Non sa ancora dove trascorrerà la notte con il suo sacco a pelo, ma sa che, “oggi più che mai, ognuno di noi deve essere di esempio agli altri, cominciando a perdonare chi ci è accanto e vivendo noi stessi nella pace”. Lo stesso pensano le due amiche arrivate da Pesaro dopo aver letto la notizia sul giornale, entrambe si chiamano Morena, entrambe di 33 anni: “Il perdono non è facile, bisogna cominciare da noi stessi. Siamo venute per chiedere la pace, e una richiesta così importante merita un viaggio ad Assisi. Crediamo che niente sia impossibile: se dopo l’incontro dell”86 i muri sono crollati, vuol dire che anche un’utopia può diventare realtà”. Anche Filippo, 22 anni, universitario di Perugia, ha saputo dell’incontro da un amico ed è venuto perché ritiene che le religioni “possano influenzare anche la politica, perché servono a comprendere cose che in altri modi è difficile capire”. Per Marco, 16 anni, scout d’Europa, la giornata del 24 gennaio sarà “un grande evento simbolico, che serve alla gente per capire quanto sia importante la pace e accorgersi dei tanti punti di congiunzione tra le religioni”. Mattia, 26 anni, universitario di Venezia, ha deciso di rispondere all’invito del Papa perché crede che “la religione, tutte le religioni, siano la sola strada per aprire i cuori attraverso l’amore, valore universale da tutti condiviso”. E Claudia, 16 anni, della Gifra (Gioventù francescana) di Fondi (Latina), dopo aver provato paura e terrore per l’attacco alle torri di New York e per la guerra in Afghanistan, pensa che “se c’è buona volontà nell’incontrarsi, può esistere anche la pace”. ” “” “” “” “