TRAPIANTI D’ORGANI: AUMENTANO I DONATORI E INTERVENTI

I donatori d’organi e i trapianti sono in aumento in Italia: nel 2001 si sono contati in media 17,1 donatori per milione di abitanti, pari al 12,3% in più rispetto al 2000. Lo rivela il Rapporto 2001 curato dal Centro nazionale trapianti e presentato ieri a Roma durante una conferenza stampa presso il Ministero della Salute. Se l’aumento delle donazioni porta al di sopra del dato stimato a livello europeo per il 2000 (16,5 donatori per milione di abitanti) non elimina, tuttavia, le differenze presenti tra il Nord (22,6 donatori per milione), il Centro (16,3) e il Sud (7,1). Le regioni ai primi posti per numero di donatori sono Emilia-Romagna (31,4 in proporzione al numero di abitanti) e Piemonte-Valle d’Aosta (25,8), ma aumenti significativi si sono registrati anche nel Lazio e in Sicilia. Il nostro Paese si trova al primo posto nell’Unione per la sopravvivenza dei pazienti trapiantati a cinque anni dall’intervento, ma al settimo per il numero di donazioni, in cui si distingue la Spagna (33,9) seguita da Belgio, Austria, Finlandia, Portogallo e Norvegia. Il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha auspicato una crescita ulteriore nei cittadini del “valore della donazione”, constatando la diminuzione di “resistenze e paure”, anche se gli italiani contrari alla donazione sono circa il 25-30% della popolazione, mentre “il 97% delle donne donano al momento del parto il cordone ombelicale, ricco di cellule staminali”. Circa 8.500 i pazienti in lista d’attesa, contro 2.650 trapianti da cadavere effettuati nel 2001; secondo il ministro “non si tratta di un problema del singolo o delle famiglie, ma della collettività”.