ASSISI, VEGLIA DEI GIOVANI: MONS.GORETTI, “CONTRO IL FONDAMENTALISMO DEL NIENTE”

Un invito accorato ad eliminare e a liberare se stessi da ogni forma di fondamentalismo (religioso, politico, finanziario, culturale), è stato rivolto ieri sera da mons. Sergio Goretti, vescovo di Assisi, agli oltre 3mila giovani riuniti nella basilica di S.Maria degli Angeli per la veglia in preparazione alla Giornata di preghiera per la pace nel mondo. “E’ doloroso constatare come la religione sia stata usata in maniera impropria, come strumento per giustificare atti terribili di violenza – ha osservato mons. Goretti -. E’ importante eliminare ogni forma di fondamentalismo, che è la negazione del vero amore a Dio e ai fratelli, quindi della vera religiosità”. E ha descritto le tante “facce” del fondamentalismo: “C’è stato e c’è ancora un fondamentalismo politico, per cui milioni di cittadini sono stati privati dei fondamentali diritti umani e della libertà; c’è stato e c’è ancora un fondamentalismo finanziario ed economico, per cui il ricco ha dominato e continua a dominare il povero; c’è stato un fondamentalismo culturale, che ha oscurato la verità e a volte ha imposto la menzogna”. Secondo il vescovo di Assisi oggi esiste anche una nuova forma di fondamentalismo, imposta dai tanti mezzi di comunicazione sociale: il “fondamentalismo del niente” vissuto da “persone che dubitano di tutto e affermano una libertà senza limiti, che non hanno nulla da proporre se non il ritrovarsi insieme in un minimo comune denominatore privo di contenuti e di ideali”. “Come cristiani – ha esortato – dobbiamo liberarci da ogni forma di fondamentalismo che si manifesta quando parliamo molto di appartenenza religiosa, quando siamo troppo fieri di far parte di un gruppo religioso, quando privilegiamo l’esteriorità e la ritualità, ad una vera vita interiore, rischiando di creare contrapposizione anche in nome di Dio”. Chiedendo il dono della sapienza per i governanti, i politici, gli operatori della finanza, dell’economia e delle comunicazioni sociali, mons. Goretti, ha ricordato che prima di tutto bisogna “eliminare l’ingiustizia che regna nel mondo, perché non ci può essere pace senza giustizia”. A partire da ciascuno di noi: “Penso sia giunto il momento in cui ogni credente in Dio deve lasciare qualcosa di suo agli altri, qualcosa del suo tempo, del suo denaro, della sua intelligenza, del suo amore”. “C’è già tanta generosità nelle nostre comunità” ma, si è chiesto, “è sufficiente il pezzo di pane? Non è giunto il momento di dare, oltre al pane, la giustizia?”. E dalla giornata di oggi il vescovo di Assisi attende “che Dio accolga la nostra invocazione di pace come ha fatto nell”86″ (dopo pochi anni è caduto il muro di Berlino) e nel ’93 (la difficile situazione nei Balcani, anche se non è risolta, ha visto dei miglioramenti) e “ponga fine alle tante guerre che esistono nel mondo”.