Un invito a “raffreddare il clima” e ad “abbassare i toni delle polemiche”, nella linea “del pieno rispetto reciproco tra i diversi poteri dello Stato, senza dare appigli al sospetto che nell’esercizio dell’uno o dell’altro possano essere perseguite finalità improprie”. Ha affrontato in questi termini l'”emergenza giustizia” il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, nella parte della prolusione al Consiglio permanente (apertosi oggi a Roma) dedicata all’analisi della situazione italiana. Quello delle “relazioni tra amministrazione della giustizia ed esercizio delle responsabilità e dei poteri politici”, ha ricordato il presidente della Cei, è “un problema di lungo periodo, esploso in forme assai gravi ormai da dieci anni e che accompagna e condiziona tutta la cosiddetta ‘transizione’ del nostro sistema politico e istituzionale”, che “dopo le elezioni del 13 maggio sta vivendo una nuova fase di peculiare acutezza”. Mettendo in guardia dagli “sconfinamenti e dai conflitti tra i pubblici poteri”, Ruini ha sottolineato che per superare “la lentezza dei processi e le tante altre difficoltà che rendono precario il funzionamento della giustizia nei confronti dei comuni cittadini” è necessaria “una saggia e concreta opera di riforma, e anche di semplificazione, sui diversi piani della legislazione, delle procedure, dell’organizzazione pratica e della qualificazione del personale”. Riguardo al “confronto intenso e a tratti aspro tra il governo e le parti sociali” in materia di legislazione del lavoro e di previdenza sociale, il card. Ruini ha invitato a “un percorso di riforme che si sviluppi con il consenso più vasto possibile, senza pregiudiziali ideologiche e scontri di bandiera e al contempo senza rinunciare ad introdurre quelle modifiche normative richieste dalle reali trasformazioni dell’economia e del lavoro”, in una “prospettiva di effettiva solidarietà tra le diverse componenti sociali ed aree geografiche della nazione”. Anche le leggi dell’immigrazione, ha concluso il cardinale, devono basarsi sul “valore della persona umana, del suo lavoro e dei suoi legami e responsabilità familiari”.