SIR EUROPA: NICORA, APRIRE SPAZI DI CONFRONTO DELLE CHIESE CON L’UNIONE (2)

C’è un terzo aspetto che “sta a cuore” alle Chiese europee nel processo di riforma dell’Unione inaugurato dal recente Consiglio europeo a Laeken. Questo aspetto, spiega mons. Attilio Nicora, “riguarda le relazioni che le confessioni religiose possono instaurare con gli Stati e con l’Unione. Quanto alle relazioni con gli Stati, ritengo che la dichiarazione n.11 annessa all’Atto finale del Trattato di Amsterdam dovrebbe diventare parte del corpo normativo dell’Unione, riconfermando che la definizione delle eventuali relazioni tra le confessioni e gli Stati è di competenza degli Stati medesimi. Quanto alle eventuali relazioni delle confessioni con l’Unione credo che la prospettiva da auspicare è quella dell’individuazione di luoghi e metodi di confronto e di dialogo, che non dovrebbero però rimanere affidati a una dimensione di ‘benevolenza’ delle istituzioni dell’Unione verso le Chiese ma dovrebbero trovare un minimo di regolamentazione formale”.” “”Questa esigenza di luoghi e forme di confronto – conclude il vicepresidente della Comece nell’editoriale di SirEuropa – vale già per il lavoro della Convenzione. Con un’avvertenza che ci sta a cuore: ben difficilmente noi potremmo accettare di essere ricondotti nel grembo del Comitato economico-sociale come semplice espressione della società civile, dal momento che, per un verso, tale Comitato ha una sua connotazione piuttosto precisa e caratterizzata e, per un altro verso, le confessioni religiose non sono anzitutto portatrici di interessi, per quanto legittimi, ma espressione di esperienze e di apporti segnati dalla dimensione del trascendente e presentano una loro innegabile originalità. ” “