“Sirio”: è il nome della nuova fondazione anti-usura, operativa nel ventiduesimo decanato della diocesi di Napoli, corrispondente all’area di Torre del Greco. Nata quattro anni fa da un gruppo di amici per aiutare le vittime della piccola usura, “Sirio” ha ottenuto il riconoscimento come fondazione dalla Regione Campania, qualche giorno prima di Natale. “Per ricevere il via libera dalla Regione – spiega don Raffaele Borriello, presidente di Sirio – abbiamo dovuto raccogliere cento milioni, cifra necessaria da vincolare per poter chiedere il riconoscimento. In questa fase ci hanno aiutato i diciassette fondatori, i soci, che sono una quarantina, e diversi amici”. Adesso, però, per contrastare concretamente il fenomeno dell’usura, abbastanza diffuso nel torrese, don Borriello auspica che si dia, al più presto, una struttura organizzativa alla fondazione per dare il via alle attività. “È necessario – osserva il presidente della fondazione – un regolamento che stabilisca quali sono le priorità da rispettare e i criteri da adoperare nel concedere i prestiti”. Una volta redatto il regolamento, “è nostra intenzione aprire con la collaborazione di esterni, uno sportello che si appoggerà al centro di ascolto della Caritas del ventiduesimo decanato, al quale si potranno rivolgere le persone in difficoltà. Contemporaneamente, però, dovremmo cercare di avere a disposizione un fondo che serva a soccorrere materialmente chi ne ha bisogno”.” “Nella diocesi di Napoli esiste un’altra fondazione anti-usura: quella di padre Rastrelli, attiva da circa 15 anni. “Di tale esperienza – dichiara don Raffaele – faremo tesoro, ma i nostri obiettivi sono più limitati sia dal punto di vista geografico, in quanto ci rivolgiamo solo all’area del nostro territorio, sia da quello della capacità d’intervento”.” “