“Non è riaprendo case chiuse, creando ‘zone protette’ o alzando nuovi muri che si combatte la prostituzione”. Lo afferma il Forum delle Associazioni familiari intervenendo in merito alla ventilata ipotesi di “riaprire le case chiuse”. “E’ necessario – si legge in una nota diffusa oggi dal Forum – ridare a queste donne la possibilità di recuperare la loro dignità, permettendo di tornare nel loro paese. La soluzione è dare una speranza di sopravvivenza alla famiglia nel paese d’origine”. Per questo, il Forum ha lanciato, in ottobre, la campagna “Family for family” per sostenere le famiglie dell’est con 100 progetti di cooperazione in 17 paesi. ” “”Il problema della prostituzione – dice Alberto Friso, vicepresidente del Forum – non si risolve in Italia, ma nei paesi di origine. A queste donne dobbiamo restituire la proprio casa e la propria famiglia, non una stanza dove vendere il proprio amore”. E don Oreste Benzi, presidente dell’Associazione Giovanni XXIII incalza: “Non si diventa prostitute per scelta. Costrette ad abbandonare il proprio paese, sono madri disperate in fuga, rapite dal racket della prostituzione. A loro dobbiamo ridare la libertà, i figli ed una vita dignitosa nei loro paesi”. Il Forum ricorda che in Italia sono 26 mila le donne che si prostituiscono. Un terzo delle prostitute proviene dalle terre dell’est: Albania, Kosovo, Bosnia, Croazia, Romania, Ungheria, Moldavia, Russia. “Povere e disperate” hanno lasciato casa, figli e famiglia, per finire vittime del racket. La campagna “Family for family” ha l’obiettivo di “restituire la famiglia” a 10 mila donne dell’est.” “” “” “” “” “” “” “” “” “