Una manifestazione davanti all’ambasciata nigeriana a Roma per salvare la vita di Safiya (la giovane donna di 30 anni condannata a morte con lapidazione per aver commesso adulterio) si svolgerà stasera (ore 22, via Orazio 18) per iniziativa della Comunità di Sant’Egidio, da tempo impegnata in una campagna internazionale contro la pena di morte che ha raccolto finora 4 milioni di firme.” “La Comunità di Sant’Egidio auspica che “la pressione internazionale suscitata dalle forze politiche e soprattutto dall’opinione pubblica europea, riescano a convincere le autorità di Sokoto” (lo Stato della Nigeria del Nord dove vive la giovane donna) a “commutare la condanna a morte di Safiya e di tutti gli altri condannati a morte, nonché a desistere dal pronunciare altre condanne capitali”. Safiya è stata condannata a morte nel mese di ottobre 2001 dal tribunale islamico di Gwadabawa per aver avuto rapporti prematrimoniali con un giovane dello stesso villaggio. L’uomo è stato prosciolto per mancanza di prove, Safiya invece condannata perché considerata come prova inconfutabile la gravidanza avanzata (la bambina è nata ed è ora di pochi mesi). Dopo i primi appelli e sostegni internazionali il 22 novembre la condanna a morte è stata sospesa e le massime autorità nigeriane si sono dichiarati contro l’esecuzione della sentenza. Nel frattempo, però, in Nigeria il 3 gennaio è avvenuta la prima esecuzione di un uomo, per impiccagione, ed altre potrebbero seguire. L’invito ad inviare appelli alle autorità nigeriane per manifestare la solidarietà a Safiya è dunque ancora aperto.