“Un pastore, testimone della fede, che vive quello che pensa e dice”. Così don Fausto Bonini, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali diocesano e di “Gente veneta”, settimanale della diocesi di Venezia saluta il card. Marco Cè, che dopo 23 anni come patriarca lascia la diocesi lagunare dove arriva mons. Angelo Scola nominato Patriarca sabato 5 gennaio dal Papa.
“Il Patriarca Marco – scrive don Bonini nel prossimo editoriale – ci è stato donato per una lunga stagione. Non si può fare un bilancio di un servizio pastorale così lungo in qualche riga. Ma alcune cose mi vengono spontanee alla memoria. Una fra tutte. Un uomo di fede. Un pastore. Non solo un maestro nella fede, ma anche e soprattutto un testimone della fede. Un uomo che vive quello che pensa e dice”. Il Vangelo, ricorda ancora don Bonini, è stato “il riferimento costante di tutta la sua attività pastorale. Ci ha insegnato un grande amore e un grande rispetto per la Parola di Dio, per l’ascolto obbediente di quella Parola, ascolto che si fa prima preghiera e poi faticosa mediazione, mai compromesso, per vivere con coerenza quella parola nelle varie situazioni della vita. In modo responsabile e con scelte personali”. Dopo il patriarca Marco, ora il patriarca Angelo: “Come sarà? Come vorremmo che fosse? – si domanda il direttore – La tentazione è di pensarlo a misura nostra e dei nostri progetti sulla Chiesa. C’è da augurarsi che sia a misura del progetto di Dio. Sarà sicuramente diverso. Non solo di nome, anche di formazione, di cultura, di sensibilità spirituale e umana. La clonazione non esiste nei pensieri e nella fantasia creativa di Dio. Ci auguriamo che il Patriarca Angelo, come già il Patriarca Marco, “sbarchi” a Venezia. Scenda cioè dalla sua barca per salire sull’altra barca, quella di Marco l’evangelista, per mettersi a servizio della Chiesa che è in Venezia”.