VOCAZIONI: MONS. LAMBIASI, ATTENZIONE AI “VIRUS” DEL CARRIERISMO, DELLA COMPETIZIONE E DELLA GELOSIA

“Competizione, carrierismo, diffidenza, gelosia” sono nella Chiesa veri e propri “virus antivocazionali” che vanno combattuti con una “spiritualità di comunione” da promuovere “in tutti i luoghi dove si plasma l’uomo e il cristiano”. Lo ha detto mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Anagni-Alatri ed assistente ecclesiastico dell’Azione Cattolica Italiana, intervenendo al Convegno del Centro nazionale vocazioni, in svolgimento a Roma (fino a domani) sul tema: “Conformati a Cristo. Come l’azione formativa della comunità cristiana prepara i giovani alla scelta vocazionale”; all’incontro partecipano circa 800 persone, in rappresentanza delle diverse diocesi italiane. “La Chiesa, oggi, vive una situazione di minoranza, ma non deve cedere alla tentazione di diventare una setta o un’élite”, ha proseguito Lambiasi. Di qui la necessità di chiedersi “quanto la Chiesa, oggi, riesca a dare una formazione veramente cristiana, in una cultura in cui il modello prevalente sembra essere quello dell’uomo ‘senza vocazione'”. Sottolineando la centralità, per la vita ecclesiale, della parrocchia, in quanto “chiesa di tutti, anche dei non praticanti”, Lambiasi ha ridadito il “no” al parroco come “manager, leader, super-tecnico della pastorale”, e ha definito gli atteggiamenti, tra loro opposti, dell’individualismo e del centralismo, nelle nostre comunità, due “peccati contro lo Spirito”. “Unità, umanità, gioia”: questi, per il relatore, i requisiti fondamentali di una Chiesa impegnata in una seria e credibile pastorale vocazionale. “La Chiesa – ha concluso Lambiasi – non è una caserma o un’azienda, ma una comunità innamorata di Gesù che cerca di rispondere al bisogno di felicità degli uomini”. ” “” “