E’ l’appello che giunge dalla Custodia francescana dopo che il 20 dicembre scorso è stato emanato dalle autorità israeliane un decreto che ferma i lavori della moschea di Nazareth.
“Nonostante ciò – dichiara al Sir, padre Giovanni Battistelli, custode di Terra Santa – i lavori proseguono indisturbati. Abbiamo denunciato la cosa alla polizia israeliana che non sta intervenendo, lasciando fare e ignorando ogni cosa. C’è invece una decisione del tribunale da far rispettare e dei ricorsi. Mi appello ai responsabili perché facciano il loro dovere”. La preoccupazione della Custodia è quella che una volta “edificata, sarà difficile abbattere la moschea”. “Deploriamo formalmente – ribadisce padre Battistelli – questo atteggiamento della polizia. Non sappiamo se questo sia frutto di ordini superiori, tesi a lasciar correre, oppure se si tratta di una presa di posizione autonoma. Per noi francescani che siamo responsabili della basilica di Nazareth questo è un atteggiamento inconcepibile in un Paese democratico e che deve essere regolato dalla giustizia”. “Dopo aver trascorso il Natale a Nazareth – prosegue il Custode – sono addoloratissimo per quello che sta avvenendo. “Molti musulmani – conclude padre Battistelli – sono contrari alla mosche ed anche lo stesso Arafat”.
Già in passato la notizia della costruzione della moschea di Nazareth aveva causato malumori: il 26 novembre 2001 al termine di un incontro con il Presidente dello Stato d’Israele, Moshe Kazav, il card. Walter Kasper, presidente della Commissione per i rapporti con l’ebraismo, aveva sottolineato che “la costruzione di una moschea vicino la Basilica dell’Annunciazione non contribuisce alle relazioni tra cristiani e musulmani”.