ARGENTINA: CRISTINA CALVO (CARITAS): “LA CHIESA NON È STATA ASCOLTATA”

“Siamo arrivati a questo punto anche perché il governo non ha ascoltato gli appelli della Chiesa argentina”. Così commenta la situazione del Paese, in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir, Cristina Calvo, da due anni coordinatore generale della Caritas argentina. “Più di un anno fa – ricorda Calvo – i vescovi argentini sono intervenuti con un documento molto critico sulla situazione economica e sociale del Paese”. In particolare, i vescovi denunciavano “la crisi morale e il degrado della vita sociale, che stava escludendo fasce sempre più vaste di popolazione dal mercato del lavoro e dall’accesso ai beni e ai servizi essenziali”. La conseguenza di tale documento è stata “la rottura del dialogo con il potere esecutivo”. Successivamente i vescovi argentini sono intervenuti ancora denunciando “la situazione dei poveri, la corruzione delle forze politiche, gli interessi dei poteri economici e finanziari”. Persino il giorno precedente alle dimissioni del presidente Fernando de la Rua, la Caritas argentina si era fatta promotrice di “un incontro, presso la propria sede, con tutte le forze politiche, sociali, imprenditoriali, culturali per fronteggiare la crisi in atto”. Ma, nota la responsabile della Caritas argentina, “il potere esecutivo non ha raccolto questo invito e siamo giunti alla crisi che ci ha fatto cambiare quattro presidenti in dieci giorni”.” “Al nuovo governo la Caritas argentina, attraverso la sua responsabile, offre alcuni suggerimenti e indicazioni di lavoro: “Mettere al primo posto il problema della povertà ma evitare gli interventi di tipo assistenzialistico, che sono utili solo per ‘spegnere l’incendio’. Il problema della povertà deve essere assunto come politica di Stato, che non significa solo politica di governo ma di tutta la società civile, economica e culturale”. E’ necessario, prosegue Calvo, che “lo Stato si prenda cura della famiglia e la protegga nella sua interezza e persegua la riconversione del mercato del lavoro, per ridurre la disoccupazione”. Quanto agli aiuti internazionali per fronteggiare questa emergenza, la responsabile della Caritas argentina afferma: “Siamo stati contattati dalla Caritas italiana e dalla Caritas spagnola per l’invio di aiuti ma per il momento abbiamo detto loro di aspettare ad inviare fondi perché i cambi valutari sono stati bloccati e ci sono pesanti restrizioni all’accesso ai conti bancari. E’ meglio attendere e vedere se ci sarà svalutazione e se il circuito bancario si andrà normalizzando”.” “