FESTA PIETRO E PAOLO: ANCHE QUEST’ANNO SARÀ PRESENTE UNA DELEGAZIONE DEL PATRIARCATO ECUMENICO

Anche quest’anno, “continuando la stabilita sacra tradizione tra le nostre due Chiese sorelle”, il Patriarca Bartolomeo I ha inviato a Roma una delegazione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli per partecipare alla festa patronale dei Santi Pietro e Paolo del 29 giugno. Lo aveva annunciato il 1° giugno il segretario del Santo Sinodo, il metropolita Meliton, in una lettera inviata al Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani ma la notizia è stata diffusa solo oggi dalla Santa Sede. Una tradizione – ormai consolidata – vuole infatti che una delegazione della Santa Sede si rechi ad Istanbul per la festa patronale di Sant’Andrea (30 novembre) e che il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli partecipi a Roma alla festa dei Santi Pietro e Paolo. Quest’anno, fanno parte della delegazione ortodossa, il metropolita del Belgio ed Esarca dei Paesi Bassi e del Lussemburgo, S.E. Panteleimon; il vescovo di Reghion, Emmanuel che è anche il direttore dell’ufficio della Chiesa ortodossa presso l’Unione europea a Bruxelles; e il reverendo Stephanos, secondo diacono patriarcale. Il programma prevede per la giornata di oggi un incontro con il presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, il card. Walter Kasper e con gli officiali della Sezione orientale del Dicastero. “I temi trattati – informa la Santa Sede – riguarderanno le relazioni bilaterali tra le due Chiese e comporteranno uno scambio di informazioni a livello generale delle relazioni cattoliche-ortodosse, percorrendo le occasione di contatto e gli eventi” che hanno caratterizzato questi ultimi mesi. Domani (29 giugno) la delegazione guidata dal metropolita Panteleimon incontrerà privatamente il Santo Padre e durante l’udienza ci sarà il consueto scambio di discorsi e doni. Nel pomeriggio, la delegazione assisterà alla Messa in piazza San Pietro e alla fine sarà invitata dal card. Kasper ad una cena. Il programma prevede anche visite di cortesia ai rappresentanti diplomatici presso la Santa Sede di Turchia e Grecia.