“Di fronte alla globalizzazione, all’ateismo e all’apostasia dell’Europa, bisogna ritornare al modello primitivo” della Chiesa. Lo ha detto oggi Kiko Arguello, responsabile internazionale del Cammino Neocatecumenale, durante la cerimonia di consegna del decreto di approvazione dello Statuto, svoltasi oggi in Vaticano. Riferendosi al “modello” di iniziazione cristiana che anima il movimento ecclesiale, sorto in Spagna nel 1964 e ormai diffuso in più di cento Paesi del mondo (con oltre 16.700 comunità), Kiko ha ringraziato il Papa per averlo riconosciuto come “un itinerario di formazione cattolica valido per la società e per i tempi odierni”, auspicando che “i vescovi e i presbiteri valorizzino e aiutino questa opera per la nuova evangelizzazione perché essa si realizzi secondo le linee proposte dagli iniziatori”. Con questo statuto, definito dallo stesso Giovanni Paolo II “una regola chiara e sicura”, il Papa – ha commentato Kiko – “con coraggio offre ai vescovi e alle conferenze episcopali un modo di iniziazione e di catecumenato postbattesimale avallata da più di trent’anni di cammino pieno di frutti”. L’iniziatore del Cammino Neocatecumenale ha citato, in particolare, l’esperienza della Chiesa dei primi secoli, che “ha avuto un catecumenato serio, dove prima di ricevere il battesimo i catecumeni dovevano dimostrare che avevano la fede”: un modello di fede, questo, che per Kiko è attuale ancora oggi, come dimostrano i “tanti pagani” che si avvicinano alle comunità. Kiko ha terminato il suo intervento augurandosi che lo statuto “venga accolto con gioia dai parroci e dai vescovi”, anche per “dissipare malintesi e pregiudizi” sul movimento neocatecumenale come presunta “struttura parallela” nella Chiesa. Consegnando ufficialmente lo statuto, il card. James Francis Stafford, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, lo ha definito “un aiuto rilevante per la nuova evangelizzazione”, soprattutto nell’ambito dell’iniziazione cristiana e della preparazione degli adulti al battesimo e ha informato che la prossima “tappa” sarà l’approvazione del Direttorio catechetico.