“In un contesto mondiale tutt’altro che pacifico”, caratterizzato da “allarmanti manifestazioni di violenza” in diverse parti del mondo, “tutti i settori della società devono agire insieme per costruire una convivenza civile nella quale la dignità della persona e il rispetto dei diritti umani siano la norma di condotta per tutti: individui, governi e organismi internazionali”. Lo ha detto oggi il Papa, ricevendo in udienza Ivan Angelov, ambasciatore della ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle lettere credenziali. “Avanzare sulla strada del dialogo, della riconciliazione e della pacifica convivenza”: questo l’auspicio espresso da Giovanni Paolo II nel suo nuovo, ennesimo appello a favore della pace. Il “rispetto delle diversità”, ha spiegato infatti il Papa, è “il primo passo verso la riconciliazione”, visto che è proprio nel “cuore umano” che “possono annidarsi l’odio e lo spirito di sopraffazione, sentimenti che stanno all’origine di ogni atto di oppressione” e che vanno “sradicati” e “rimpiazzati” con “un atteggiamento di fratellanza e di apertura nei confronti degli altri”, anche accettando “tradizioni culturali e religiose” diverse dalle proprie”. No, quindi, ad una “cultura etnocentrica”, sì ad una Chiesa attenta “alla dimensione sociale della vita umana”, che invita i suoi membri a “prendere parte attiva alla vita politica, economica e sociale” dei loro Paesi, promuovendo giustizia e perdono e favorendo negli Stati “un rinnovato senso di responsabilità” e di “solidarietà con le vittime delle passate ingiustizie”. “Contribuire alla causa della pace, della prosperità, l’onore e l’uguaglianza di tutti gli uomini nel mondo”: questo l’impegno assunto dal nuovo ambasciatore macedone di fronte al Papa. Sposato, con due figli, Ivanov tra i suoi numerosi incarichi è stato pro-rettore dellUniversità “Cirillo e Metodio” in Macedonia e Osservatore permanente presso la Fao.