POLITICA: PADRE SORGE (AGGIORNAMENTI SOCIALI), NO AD UNA GESTIONE “AZIENDALE” DEL POTERE

I risultati delle recenti elezioni amministrative inducono a chiedersi se “una gestione ‘aziendale’ del potere che persegue l’efficienza a ogni costo, anche a scapito della solidarietà, riuscirà mai a risolvere equamente i gravi problemi di un’Italia a due velocità, oppure finirà col dividere ulteriormente sul piano sociale e politico un Paese già diviso sul piano economico”. E’ quanto scrive padre Bartolomeo Sorge sull’ultimo numero di “Aggiornamenti sociali” (luglio-agosto 2002), il cui editoriale è dedicato ad un’analisi dell’ultima tornata elettorale. Secondo il direttore della rivista, “i risultati elettorali – nonostante i limiti di una consultazione amministrativa – confermano quanto influisca negativamente la mancanza di omogeneità culturale tra le forze del centro-destra. Nessuna leadership, per quanto carismatica, potrà mai supplire al vuoto di ideali comuni condivisi”. Per Sorge, infatti, “non si va molto lontano con la ‘cultura del fare’, cioè con una gestione ‘aziendale’ e pragmatica della politica, di marca neoliberista. In una situazione come quella italiana, ispirarsi a una visione meramente efficientistica dei rapporti sociali porta ineluttabilmente a favorire i ceti più forti a scapito dei più deboli”. Un esempio per tutti, il problema dell’immigrazione, che – si legge sulla rivista – non si risolverà mai, se si rinuncia a considerare gli extracomunitari come persone umane con la loro dignità e con i loro diritti inalienabili, per considerarli invece come mera forza-lavoro, da utilizzare o da respingere se servono e finché servono, da usare e gettare senza alcun riguardo ad aspetti umani essenziali del problema, dal ricongiungimento familiare alla integrazione sociale degli immigrati”, sacrificando così “la solidarietà umana al mito di una politica efficientistica e pragmatica”.