Le associazioni si dicono preoccupate, tra l’altro, anche per quelle iniziative che “spacciano” lo “smaltimento delle eccedenze alimentari” per “aiuti umanitari alle popolazioni colpite da guerre e catastrofi” o la ricerca di nuovi sbocchi commerciali, ad esempio nel mercato dell’informatica, per “recupero del divario tecnologico esistente tra Nord e Sud del mondo”. Ad un anno dal G8 di Genova, dopo tanti dichiarazioni di intenti ma pochi fatti, Luigi Bobba, presidente delle Acli, ha giudicato queste promesse non mantenute come “un vero insulto ai poveri”: “Anche con il governo italiano – ha detto – abbiamo scelto finora l’atteggiamento del dialogo, ma se non si vedono segnali di una inversione di tendenza la pazienza rischia di arrivare al culmine. Ora ci stiamo stancando”. Per questo le associazioni hanno in cantiere una serie di azioni ed iniziative: a partire da domani i giovani che parteciperanno alla Gmg di Toronto, ma anche i gruppi, invieranno delle “cartoline virtuali” (tramite il sito www.sentinelledelmattino.com) al governo italiano e alle ambasciate in Italia degli altri Paesi membri del G8, con una copia dell’appello diffuso oggi. E dal 30 luglio al 4 agosto, a Molfetta, si svolgerà un campo estivo “interassociativo” su tematiche internazionali, ripercorrendo l’itinerario spirituale di don Tonino Bello. A Firenze, nel mese di settembre, verrà organizzata una grande manifestazione pubblica. “Vogliamo far sentire la nostra voce – ha detto Ernesto Diaco, dell’Azione cattolica – per non essere confusi con il minestrone ‘no global’: anziché negare la globalizzazione preferiamo mettere dentro i nostri contenuti”.