IL CARD. MARTINI AI DETENUTI DI SAN VITTORE: “TUTTI POSSIAMO CAMBIARE IN MEGLIO, HO FIDUCIA IN VOI”

“Non mi stancherò di ripetere che tutti possiamo cambiare in meglio. Lo dico perché vi voglio bene e ho fiducia in voi”. Con queste parole il card. Carlo Maria Martini – di ritorno da Gerusalemme – si è rivolto ieri ai detenuti del carcere di “San Vittore” (Milano), riuniti nell’ottagono centrale del penitenziario per poter seguire la messa. Durante la celebrazione, l’arcivescovo ha amministrato tredici cresime ad altrettanti reclusi di diverse nazionalità. Nel prendere la parola, l’arcivescovo ha notato che il carcere milanese è divenuto “un microcosmo nel quale sono presenti sessantatré nazioni, tutti i continenti, tutte le lingue e, dunque – ha aggiunto – la situazione si è fatta ancora più difficile”. “Sono tornato da Gerusalemme – ha raccontato Martini – dove ho vissuto giorni di grande dolore, ma anche là, nella disperazione che è dappertutto, tra tante morti di bambini uccisi, di ragazzi che tornavano da scuola, di mamme, nelle sofferenze di quelle terre che sono indescrivibili pensavo alle vostre”. “Quanta solitudine e quanto dolore!”, ha esclamato il cardinale che però ha subito aggiunto: “vorrei che sottoponessimo tutto questo alla Grazia di Dio perché è il Signore che scruta il nostro cuore e rende libera la nostra vita”. “Amatissimo padre e grande nostro amico, benvenuto tra noi”, con queste parole di saluto i detenuti avevano accolto il cardinale al quale hanno donato tra altre loro opere, di un quadro raffigurante un crocefisso distrutto durante la rivolta del 1969. Nel salutarli, Martini ha detto: “la vostra vita serve molto alla Chiesa e agli altri: ribadisco che i cammini di riabilitazione, di socializzazione, di lavoro sono estremamente importanti per ognuno di noi e per la società”.