Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Sarà la prima estate dell’euro. Milioni di vacanzieri forniti di monete uniche europee percorreranno il continente. Le vie dell’unificazione attraverso le monete ancora una volta saranno più veloci dei lavori laboriosi della “convenzione”, di cui però giustamente si comincia a percepire il valore anche fuori dal circuito degli addetti ai lavori.Probabilmente i tratti della nuova Europa del nuovo secolo si possono delineare solo tenendo conto di tutti e due questi ambiti, i comportamenti collettivi e i quadri istituzionali.Dieci euro valgono grosso modo, come potere d’acquisto, ventimila vecchie lire o poco più. Le statistiche non lo diranno mai eppure la percezione alle casse dei supermercati e ai banchi dei mercati tradizionali è la stessa: complici le cifre più piccole i prezzi (quelli fuori dai panieri ufficiali dei rilevamenti sull’inflazione) sono stati arrotondati alla grande, mentre gli stipendi e i salari sono stati trascritti ovviamente al centesimo. Dopo un momento di euforia che ha rapidamente consumato le scorte mensili, i cittadini stanno reagendo nell’unica maniera possibile: tagliando i consumi. Cosicché carrelli e borsine di plastica si alleggeriscono. E puntualmente Confcommercio ha rilevato anche una diminuzione non solo degli acquisti di beni di consumo durevole, ma anche del consumo alimentare.In realtà da tempo sempre le statistiche rilevavano che gli italiani godevano di un tenore di vita complessivamente nella media superiore a quello degli altri paesi europei, complice forse l’economia sommersa o l’alta qualità del tessuto familiare e civico. Con l’avvento ormai in forme tangibili del mercato unico e dell’integrazione delle economie quali sono gli scenari? La spontanea mobilitazione a favore dell’articolo 18, anch’essa puntualmente rilevata dai sondaggi di opinione, ben al di là del merito delle proposte di riforma (invero assai blande) è una spia di questa percezione largamente condivisa dall’opinione pubblica.Certo la transizione pone problemi, ma bisogna giocare fino in fondo il gioco dell’Europa più grande. Per questo il dibattito che si sta svolgendo sull’allargamento e sulle nuove istituzioni “costituzionali” europee è decisivo. Manca tuttavia allo stato una vera capacità di collegare appunto percezioni, ansie, bisogni, attese dei cittadini, con regole, meccanismi, istituzioni di governance, cioè di governabilità in particolare dei processi complessi di carattere economico. E’ lo spazio della politica, della grande politica. Che, come insegnano proprio i “padri fondatori” dell’Europa, ha chiari riferimenti culturali ed etici, raffinate capacità tecniche, ma sa anche ascoltare ed articolare le ragioni di chi corre tutto il giorno, salvo pochi periodi di ferie, tra il lavoro, la famiglia e il supermercato.