VITA CONSACRATA: DOCUMENTO VATICANO, SOLO POVERTÀ E CASTITÀ POSSONO “VINCERE” I “MALI” DEL NOSTRO TEMPO

“L’ingordigia dei beni, la bramosia del piacere, l’idolatria del potere, cioè la triplice concupiscenza che segna la storia ed è all’origine del mali attuali può essere vinta solo se si riscoprono i valori evangelici della povertà, della castità e del servizio”. E’ quanto si legge nell’Istruzione “Ripartire da Cristo. Un rinnovato impegno della vita consacrata nel terzo millennio”, elaborata dalla Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di vita apostolica e diffusa oggi dalla sala stampa vaticana. Accanto a fenomeni come la diminuzione delle vocazioni e l’invecchiamento, la vita religiosa oggi deve far fronte a “insidie” come la “mediocrità nella vita spirituale”, l’ “imborghesimento progressivo” e la “mentalità consumistica”. Oltre allo “slancio vitale, capace di testimonianza e di donazione fino al martirio”, la vita consacrata, per la Congregazione pontificia, “conosce anche l’insidia della mediocrità nella vita spirituale, dell’imborghesimento progressivo e della mentalità consumistica”. Nonostante tali pericoli, si osserva nel testo, la vita religiosa resta oggi “un modo di vivere alternativo a quello del mondo e della cultura dominante”, perché con il suo “stile di vita” diventa “quasi una terapia spirituale per i mali del nostro tempo”. I consigli evangelici di castità, povertà ed obbedienza, si fa notare in particolare nell’Istruzione, “appaiono come una via per la piena realizzazione della persona in opposizione alla disumanizzazione, un potente antidoto all’inquinamento dello spirito, della vita, della cultura”. “Un aiuto ed un incoraggiamento per rendere sempre più fedele la particolare vocazione delle persone consacrate e sostenere le loro coraggiose scelte di testimonianza evangelica”: così la competente Congregazione pontificia definisce il nuovo documento, pubblicato a cinque anni dall’esortazione apostolica “Vita consecrata”. (segue).