Anche il movimento cattolico operaio spagnolo, raggruppato nelle sigle Hoac e Joc, aderisce allo sciopero generale fissato per il prossimo 20 giugno per protestare contro la riforma del mercato del lavoro che sta elaborando il governo Aznar che prevede, tra l’altro, la riduzione del sussidio di disoccupazione, facilitazioni per i licenziamenti e la privatizzazione dei Servizi pubblici di impiego. A darne notizia sono le stesse Hoac e Joc che in un comunicato affermano che “lo sciopero è giustificato totalmente poiché a difesa del lavoratore e della dignità della persona”. Infatti sostengono le due organizzazioni “la riforma ha la sua origine in concezione di economia disumana che riduce il lavoratore in una condizione di semi-schiavitù, posto al servizio di un sistema produttivo lontano dalla sua principale funzione: il bene comune delle persone.” Secondo le associazioni cattoliche “nella riforma prevale il capitale sul lavoratore” con lo scopo di “eliminare tutti i diritti dei lavoratori perché questi diritti sono considerati dagli imprenditori una barriera alla produttività e alla competitività”. Si tratta di una riforma che “colpisce negativamente i più poveri e che nasconde i meccanismi sociali che causano disoccupazione e impoverimento”. “Ogni giorno – concludono – la ripartizione della ricchezza diventa sempre più ingiusta. Cresce la differenza tra ricchi e poveri”. Parere negativo, infine, anche all’ipotesi di mobilità geografica paventata nella riforma Aznar: “si tratta di un attentato contro le famiglie degli operai che può provocare la rottura del nucleo familiare”.