“La legge 194 sull’aborto regolamenta quello che può essere considerato un ‘conflitto di interessi’ tra madre e figlio, ma non nega assolutamente l’umanità del concepito; non è pertanto corretto sostenere che il testo di legge sulla fecondazione assistita attualmente in discussione alla Camera sia in contrasto con la citata 194”: così Olimpia Tarzia, segretario nazionale del Mpv (Movimento per la vita) e consigliere regionale Ccd, risponde alle obiezioni più frequenti sollevate da chi, a Montecitorio, “afferma pretestuosamente che il disegno di legge sulla fecondazione artificiale è un ‘attacco alla legge 194′”. Da una recente indagine del Censis, aggiunge Tarzia durante una conferenza stampa promossa nel pomeriggio di oggi alla Camera dei deputati, “emerge che il 67,3% dei cittadini italiani è contrario all’utilizzo degli embrioni per la sperimentazione: è questo – ribadisce – il vero sentire degli italiani di cui occorre farsi portavoce anche a livello legislativo”. Carlo Casini, presidente nazionale Mpv, ha presentato un documento sottoscritto dai principali genetisti italiani nel quale si invita il Parlamento ad “accordare protezione giuridica all’embrione” tenendo conto che “dal momento del concepimento ha inizio l’esistenza di un nuovo organismo della specie umana”, tesi peraltro già sostenuta in una precedente dichiarazione da trecento esponenti del mondo accademico nazionale. Secondo il presidente del Forum degli operatori sanitari, Domenico Di Virgilio, “il disegno di legge in discussione si basa sulla ragionevolezza e rispetta l’etica naturale; viene incontro al legittimo desiderio delle coppie di avere un figlio, desiderio che tuttavia – precisa – non va inteso come un diritto da soddisfare ad ogni costo”. “Oltre questo testo di legge non si può andare – ha concluso Tarzia – ; se vi fossero cedimenti, soprattutto per quanto riguarda la tutela dell’embrione, noi non saremmo più disposti a sostenerlo”.