DICHIARAZIONE DI VENEZIA: IL PAPA E IL PATRIARCA DI CONSTANTINOPOLI, “NON È TROPPO TARDI” PER SALVARE IL PIANETA (2)

Il problema, dunque – sottolineano Giovanni Paolo II e Bartolomeo I nella Dichiarazione firmata oggi a Venezia – non è semplicemente “economico e tecnico” ma anche “morale e spirituale”. I leader delle due Chiese cristiane indicano tre impegni. “Innanzitutto – scrivono – dobbiamo riacquistare umiltà e riconoscere i limiti delle nostre possibilità e, più importante ancora, i limiti della nostra conoscenza e del nostro giudizio” in modo che le azioni degli uomini non allontanino l’umanità dal “disegno di Dio sulla creazione”. In secondo luogo, l’umanità di oggi deve essere consapevole che “i nostri figli e le generazioni future hanno diritto ad un mondo migliore, un mondo libero da degradazione, violenza e spargimento di sangue, ad un mondo di generosità e amore”. Il Papa e il Patriarca infine chiedono a Dio di “illuminare le persone perché ovunque si faccia attenzione al dovere di rispettare e salvaguardare la creazione”. La Dichiarazione si conclude con l’enunciazione di una serie di “principi etici” che Giovanni Paolo II e Bartolomeo I indicano “a tutti gli uomini e le donne di buona volontà”: pensare – prima di agire – al “mondo dei nostri figli”; usare la scienza e la tecnologia “in un modo costruttivo, riconoscendo che i trovati della scienza devono essere sempre valutati alla luce della centralità della persona umana, del bene comune e del fine intrinseco della creazione”. “Sarà l’amore per i nostri figli – scrivono Giovanni Paolo II e Bartolomeo I – ad indicarci la strada da seguire per il futuro”. I responsabili delle due Chiese chiedono infine di essere “più umili riguardo all’idea di possesso e di essere aperti alle richieste di solidarietà”. “Ognuno – si legge nella dichiarazione – ha il suo ruolo da giocare” ma di fronte alle domande di giustizia e di solidarietà, “le società più benestanti devono avere l’onere più grande; ad esse è richiesto un sacrificio maggiore rispetto a quello che invece possono offrire i paesi più poveri”.