La soluzione della crisi ambientale “comincia nei cuori degli uomini e chiede un cambiamento degli stili di vita ed un atto di pentimento per ciò che abbiamo fatto”. Lo ha detto il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, che oggi ha partecipato insieme a Sua Beatitudine Anastasio, arcivescovo di Tirana e primate ortodosso di Albania, alla conferenza stampa promossa a margine del Simposio sul Mare Adriatico e a poche ore dalla firma di Giovanni Paolo II e Bartolomeo I alla Dichiarazione congiunta sull’ambiente. In una intervista rilasciata a “GVRadio” – la radio della diocesi di Venezia – il card. Kasper ha ricordato che l’iniziativa è partita dal Patriarcato ecumenico. La firma congiunta sarà possibile grazie ad un collegamento video che unirà virtualmente Venezia e Roma perché – ha detto il cardinale – “la salute del papa non gli permette di essere personalmente qui”. Questa dichiarazione – aggiunge – è molto importante perché “la crisi dell’ambiente rappresenta una delle più grandi sfide di oggi, soprattutto qui a Venezia. Si tratta di capire se possiamo vivere in futuro ed è una questione che riguarda soprattutto i nostri bambini, i nostri nipoti. Non possiamo usare la natura soltanto per noi ma abbiamo una responsabilità per il futuro e le due chiese – la Chiesa ortodossa e la chiesa cattolica, ma anche i musulmani – hanno preso sul serio la responsabilità di sensibilizzare la loro gente su questa sfida comune”. “Questa dichiarazione – aggiunge il cardinale – rappresenta anche un passo ecumenico importante”. I cristiani, ma anche i musulmani – spiega il rappresentante vaticano – credono infatti nel Dio creatore del mondo: “non siamo noi i padroni della natura ma abbiamo una responsabilità: la creazione è stata consegnata nelle nostre mani per un uso responsabile”. E invece “non solo abbiamo distrutto la natura ma l’abbiamo anche avvelenata. Adesso dobbiamo cambiare. Questa è la nostra responsabilità oggi”. “Dobbiamo – conclude Kasper – recuperare una certa umiltà e le Chiese vogliono invitare politici e scienziati a trovare soluzioni per l’ambiente.