“Molto ci si aspetta dai tecnici – prosegue il Papa nel messaggio inviato al vertice mondiale della Fao – che dovranno dire quando e come aumentare le risorse in agricoltura, come distribuire meglio i prodotti, come predisporre i vari programmi di sicurezza alimentare, come pensare a nuove tecnologie per aumentare i raccolti ed estendere gli allevamenti. Nel preambolo della Costituzione della Fao si proclamava già l’impegno di ciascun Paese ad aumentare il proprio livello di nutrizione, a migliorare le condizioni dell’attività agricola e delle popolazioni rurali, così da accrescere la produzione e attivare un’efficace distribuzione degli alimenti in ogni parte del pianeta”. Perseguire tale obiettivi, sottolinea Giovanni Paolo II, comporta “una continua riconsiderazione del rapporto tra il diritto di essere liberato dalla povertà e il dovere dell’intera famiglia umana di venire concretamente in soccorso di quanti sono nel bisogno”. L’impegno della comunità internazionale a garantire il diritto alla nutrizione “risulta quanto mai necessario e legittimo, dal momento che la povertà e la fame rischiano di compromettere alla radice l’ordinata convivenza di popoli e nazioni e costituiscono una minaccia concreta alla pace e alla sicurezza internazionale”. Difendere la “sicurezza alimentare” e promuovere “uno sforzo di solidrietà capace di dimezzare entro il 2015 il numero delle persone malnutrite”: questi gli obiettivi del vertice al quale il Papa si unisce. “E’ una sfide grandiosa – conclude – in cui anche la Chiesa è impegnata in prima fila”. La delegazione della Santa Sede al vertice, oltre al card. Sodano, è composta dall’Osservatore permanente presso la Fao, mons. Agostino Marchetto e da altre cinque esperti, tutti laici.