SIMPOSIO SUL MARE ADRIATICO: MONS. SCOLA (VENEZIA), “LE RELIGIONI NON SONO PIETRE D’INCIAMPO”

Nonostante il sospetto calato sulle fedi religiose dopo i fatti dell’11 settembre, le religioni non sono “pietre d’inciampo” ma “risorse preziose” per costruire una nuova civiltà. Lo ha detto questa mattina mons. Angelo Scola, Patriarca di Venezia, accogliendo nella città lagunare il Patriarca ecumenico di Constantinopoli, Bartolomeo I e i partecipanti al IV Simposio su “Il Mare Adriatico. Un mare a rischio, unità d’intenti” che dopo aver navigato lungo le coste adriatiche, questo pomeriggio si concluderà con la firma congiunta di Bartolomeo I e Giovanni Paolo II della “Dichiarazione di Venezia”. “Dopo i terribili attentati dell’11 settembre 2001 – ha detto mons. Scola – gli uomini delle religioni sono stati invitati a mettere tra parentesi la loro fede, sospettata di essere una delle cause principali di quello scontro di civiltà che sembra minacciare l’alba del Terzo Millennio. Questa bella iniziativa mostra, al contrario, che le religioni – nella misura in cui sanno evitare ogni deriva ideologica – lungi dall’essere pietra d’inciampo sono risorse preziose per la costruzione di civiltà in reciproco confronto”. In particolare, ha aggiunto il Patriarca di Venezia, i tre monoteismi di radice biblica riconoscono “il legame che unisce il creato al Creatore”. In questa prospettiva, gli uomini delle religioni possono affrontare la questione ambientale e “mettere in guardia le coscienze dei singoli e delle società di fronte a proposte improntate ad un’etica di puro stampo utilitaristico”. Per Scola, si tratta soprattutto di superare quella cultura che “tende a far coincidere il lecito con il tecnicamente possibile”. “In quest’ottica miope – ha denunciato Scola – l’ambiente non è più considerato come dimora dell’uomo, ma diventa semplicemente l’oggetto di ogni possibile manipolazione”.