NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Il largo risultato del primo turno delle legislative francesi conferma un dato ormai evidente a livello europeo. Certo, manca ancora la certificazione tedesca, ma la sinistra, e segnatamente i partiti socialisti, perdono quasi ovunque la guida del governo. Restano al potere in Grecia e in Gran Bretagna, ma negli ultimi anni ormai tutte le legislative hanno prodotto alternanze favorevoli alla destra. Quali le ragioni del successo e quali le prospettive? Innanzi tutto proprio questo dato dell’alternanza. L’elettorato europeo, e quello dei diversi stati, in una situazione così complessa (e in presenza di una agenda politica sostanzialmente obbligata) resta irrequieto, insoddisfatto e dunque gioca con convinzione il gioco dell’alternanza. Che questa si sia prodotta anche negli Stati Uniti rappresenta un altro motivo importante: al di qua dell’Atlantico ormai il presidente Bush, che sembrava alla ricerca di credibili interlocutori, si ritrova con un quadro assai diverso rispetto ai primi, concreti esordi del suo mandato. Oltre a questo dato strutturale dell’alternanza, ci sono però anche altre ragioni. In questa fase confusa di cambiamento la politica tende a cambiare e gli antichi concetti e polarizzazioni tendono a sfarinarsi. Questo provoca innanzi tutto una maggiore volatilità e anche un maggiore astensionismo. I nuovi ed i vecchi partiti di destra e di centro destra infatti sono in grado di intercettare esigenza confusamente avvertita nelle opinioni pubbliche europee e che si potrebbe schematizzare nel bisogno di identità. Questo avviene evidentemente in forme si potrebbe dire post-moderne, che permettono di rispondere ad un ampio spettro di forze sociali e culturali. Rispondere in forme articolate ad una domanda nuova di identità permette anche di sviluppare, sempre in forme ampie e sfaccettate, capaci di parlare sinteticamente ad interlocutori anche tra loro antagonisti, il tema dell’innovazione, una delle parole chiave di questi anni. All’opposto la sinistra dei partiti socialisti risulta doppiamente penalizzata dalla scelta del radicalismo etico e del conservatorismo, o più esattamente dalla mancanza di nuovo dinamismo, nel sistema delle relazioni sociali: non a caso da Blair ai democratici americani, fino alle recenti dichiarazioni di Romano Prodi, si pone l’urgenza di una vera e propria rifondazione. Già, perché ormai anche la progressiva omogeneità dei comportamenti politici, pur nella obiettiva differenza dei casi nazionali, pone all’ordine del giorno la questione della definizione di uno spazio europeo della politica e delle istituzioni. Di cui c’è sempre più urgenza per dare prospettive nuove e coinvolgenti alla partecipazione ed all’impegno politico.