ZANUSSI: “TORNARE ALLE RADICI RELIGIOSE DELL’EUROPA” (SIREUROPA)

“L’unità europea di cui si parla normalmente è solo occidentale”, lamenta il regista polacco Krzysztof Zanussi che riceverà al Meeting di Rimini, il prossimo 19 agosto, il premio internazionale per la cultura cattolica. “Con l’espressione ‘Europa dall’Atlantico agli Urali’ – osserva il regista in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero di SirEuropa – si comprende invece anche la cultura bizantina. I due polmoni di cui parla il Papa sono tanto la cultura latina quanto quella bizantina”. Tuttavia “i Paesi come la Polonia sono definiti Europa orientale ma è sbagliato. Si tratta di un concetto non geografico che risale ai tempi della divisione di Yalta, basti pensare che la Repubblica Ceca è più a occidente dell’Austria”. La Polonia, testimonia il regista, oggi vive una sentimento di “grande delusione nel vedere che l’Europa più avanzata è anche la più deteriorata moralmente. Non parlo dell’eutanasia, della pornografia o della droga. Penso alla corruzione politica in Europa occidentale”. Ad avviso di Zanussi, “nella scuola occidentale, negli ultimi anni, forse per l’influsso del marxismo, si parla molto dei rapporti economici e poco della mentalità come elemento che costruisce i comportamenti di vita. Per definire la cultura vale la pena tornare alle radici religiose anche se la cultura oggi può essere definita laica. È la mancanza di tale riferimento a provocare confusione”. I principali caratteri della cultura europea, per il regista polacco amico del Papa, sono i seguenti: “Una è l’apertura. Quasi tutte le culture in ascesa sono in grado di assorbire gli elementi estranei. Un altro è la capacità di correggere i propri errori: una cultura che si mette in discussione, si interroga. Lo ha mostrato Giovanni Paolo II: la Chiesa ha chiesto perdono. È una caratteristica unica. Ma perché ci sia il perdono bisogna essere disposti a pentirsi. E non è frequente”.