MALATI MENTALI: CARD. BIFFI, FINO A QUANDO DISPREZZATI E REIETTI?

“Un’umile e tenace volontà di comprensione”: è quanto ha chiesto il card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, ai medici cattolici italiani dell’Emilia Romagna, riuniti nei giorni scorsi al Convegno “Salute mentale, medicina e società”. Il cardinale ha ricordato come “nei confronti del malato di mente spesso si corre il pericolo di cadere nella stessa totale incomprensione che le profezie di Isaia avevano preannunciato nei confronti del Messia crocifisso: ‘Disprezzato e reietto dagli uomini…, percosso da Dio e umiliato'”. Per questo “il credente impegnato nella psichiatria sarà indotto, forse più degli altri cultori dell’arte medica, a esercitare la virtù cristiana dell’umiltà”.Da qui, l’auspicio del card. Biffi “che, nei confronti dei malati di mente sia sempre vivo e mai rassegnato l’affetto fraterno, espresso nella determinazione di migliorare gli interventi curativi e di umanizzare sempre più le forme assistenziali; che il malato di mente sia amato e onorato come persona, nella concretezza della sua condizione, indipendentemente dalle sue attitudini a percepire e a reagire; attitudini che molte volte sono meno debilitate di quanto a prima vista possa sembrare”.Il cardinale ha concluso il proprio intervento richiamando l’esperienza di san Giovanni di Dio: “Ricoverato in manicomio per gli eccessi espressivi e comportamentali, seguiti all’esperienza sconvolgente della sua conversione, proprio dalla ravvicinata frequentazione dei malati di mente, soprattutto per lo spettacolo delle loro sofferenze e delle loro umiliazioni, egli matura la sua singolare vocazione e il suo decisivo progetto di riforma ospedaliera”.I malati mentali nel mondo, secondo i più recenti dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono 1500 milioni.In Italia coloro che soffrono di disturbi psichici vari sono 10 milioni.