REFERENDUM SULL’ABORTO: VESCOVI SVIZZERI , “UN ATTENTATO GRAVE AL COMANDAMENTO NON UCCIDERE” (SIREUROPA)

“Vogliamo ricordare che per la Chiesa cattolica l’aborto rappresenta un attentato grave al comandamento di Dio ‘Non uccidere'”. Lo scrivono i vescovi svizzeri in un comunicato diffuso a poche ore dai risultati del referendum che ieri ha decretato una vittoria del 70% della legge che legalizza l’interruzione di gravidanza nelle prime 12 settimane. Bocciato inoltre con una maggioranza dell’80% il referendum che chiedeva invece un divieto quasi assoluto dell’aborto. Nella nota, la Conferenza episcopale svizzera “deplora profondamente” i risultati del referendum. “Il fatto di poter ormai sopprimere impunemente la vita umana nascente durante le prime 12 settimane – si legge nella dichiarazione – apre la porta a nuovi attentati al rispetto della vita, sia al suo inizio (aborto permesso fino alla nascita, eliminazione dei feti portatori di handicap, ecc.) che alla sua fine (eutanasia)”. A questo punto, i vescovi “si appellano alla coscienza di ciascuno. Ciò che è permesso dalla legge, non è per forza moralmente accettabile”. Ed aggiungono: “Ogni vita è un dono di Dio: non se ne può disporre a proprio piacere”. A parere dell’episcopato svizzero, non basta impedire per legge l’interruzione di gravidanza: una società che voglia davvero “ridurre al massimo il numero degli aborti”, deve anche dotarsi di “mezzi” che permettono il raggiungimento di questo risultato. “Nuovi cammini – si legge nella nota – devono essere trovati per portare l’aiuto necessario alle donne in situazioni difficili e per sostenere effettivamente le famiglie”. I vescovi si appellano anche allo Stato. “Risolvere i problemi morali o finanziari delle donne incinta – affermano – sopprimendo semplicemente l’origine del ‘problema’, e cioè il bambino nascente, è irresponsabile”. Occorre invece “adottare misure coraggiose”. La Conferenza episcopale svizzera chiede dunque al governo e al Parlamento di “impegnarsi risolutamente” per trovare “misure di accompagnamento in favore delle donne e della promozione della famiglia: assicurazioni, congedi, sussidi, asili nido, alleggerimenti fiscali, ecc”.