IL PAPA IN MESSICO: JUAN DIEGO, UN “MODELLO DI EVANGELIZZAZIONE” PER I LAICI, NUOVO APPELLO A FAVORE DEGLI INDIOS

” “Un indio “semplice ed umile”, “buono e cristiano”, “modello di evangelizzazione perfettamente inculturata” ed esempio da seguire per “edificare un Messico migliore, più giusto e solidale”. Queste alcune espressioni usate dal Papa per definire Juan Diego Cuauhtlatoatzin, il “primo santo indigeno del Continente americano”, ha sottolineato oggi Giovanni Paolo II nel corso della Messa di canonizzazione dell’indio al quale è apparsa la Madonna di Guadalupe, svoltasi a Città del Messico, presso l’omonima Basilica dedicata alla Vergine, alle ore 10 locali (le 17 in Italia). Come aveva già fatto in Guatemala, anche in Messico, ultima tappa del suo 97° viaggio apostolico, Giovanni Paolo II si è rivolto in modo particolare agli indios: “Il Messico ha bisogno degli indios e gli indios hanno bisogno del Messico!”, ha esclamato infatti il Pontefice, che all’inizio del suo discorso ha indirizzato “un saluto particolarmente affettuoso ai numerosi indigeni giunti dalle varie regioni del Paese, rappresentanti delle diverse etnie e culture che costituiscono la ricca e multiforme realtà messicana. Il Papa esprime loro la sua vicinanza, il suo profondo rispetto e ammirazione, e li accoglie fraternamente nel nome del Signore”. Poi, nell’affidare a tutti i fedeli il “nobile compito di edificare un Messico migliore, più giusto e solidale”, Giovanni Paolo II ha aggiunto: “E’ necessario sostenere oggi gli indigeni nelle loro legittime aspirazioni, rispettando e difendendo gli autentici valori di ciascuno gruppo etnico”, proprio partendo dall’esempio di Juan Diego, “l’indio semplice ed umile che contemplò il volto dolce e saereno della Vergine del Tepeyac, tanto caro alle popolazioni del Messico” (segue).