CONVEGNO SAE (ECUMENISMO): SOCIETÀ CIVILE E RELIGIONI SEMPRE PIÙ IMPEGNATE PER I DIRITTI UMANI

” “”La questione dei diritti umani non è più un business esclusivo delle Cancellerie, la società civile e le religioni in tutto il mondo stanno marcando la diplomazia e le istituzioni internazionali perché i diritti fondamentali della persona non siano solo enunciazioni ma diventino fatti. Occorre dare atto all’associazionismo, alle Chiese ed allo stesso Giovanni Paolo II, di un impegno che si diffonde sempre più e sempre più efficacemente vigila sull’applicazione delle norme internazionali anche da parte dei singoli Paesi”. Antonio Papisca, docente all’università di Padova, affronta così il tema “Abitare insieme la terra. Comunità ecumenica e giustizia”, attorno al quale ieri si sono aperti a Chianciano i lavori della 39a sessione di formazione ecumenica del Sae (Segretariato attività ecumeniche) che proseguiranno fino a domenica prossima. “In tema di diritti umani – ha aggiunto Papisca – è il momento del pensiero forte e della voce alta a fronte del pensiero debole e di troppi silenzi dei media. Occorre, in particolare, rafforzare l’impegno culturale e quello educativo perché soprattutto nelle nuove generazioni cresca la consapevolezza che attuare i diritti umani significa rispondere ai bisogni vitali della persona. In molte scuole italiane, anche con accordi con le istituzioni locali, si sta già lavorando in questa direzione: è un buon segno, è l’inizio di un dialogo che da comparazione sterile può diventare un fecondo fare insieme, abitare insieme la terra”. Papisca non ha tuttavia nascosto le difficoltà di questo cammino, citando il caso della Corte penale internazionale che “Bush, contrariamente a Clinton, non intende riconoscere”. In apertura dell’incontro, Elena Milazzo Covini, presidente del Sae, aveva ricordato che “abitare insieme la terra significa garantire l’abitabilità dell’intero pianeta e creare le condizioni perché le generazioni future possano goderne i frutti e lodarne Dio, significa rispettare lo spazio fisico e spirituale dell’altro che, diverso da me, è pur sempre cittadino di questo universo”. Dopo aver ribadito che “tutte le religioni possono e devono farsi carico di un nuovo ordine mondiale”, Milazzo Covini ha concluso, richiamando il tema del convegno, che “la giustizia di cui parliamo si ottiene con un surplus d’amore e si esprime nel servizio tra le Chiese e delle Chiese per il mondo”.