GMG2002 – COMMENTI: GIULIA PAOLA DI NICOLA (SOCIOLOGA) “SANNO CHE LA FELICITÀ NON È IN VENDITA”

” “Pubblichiamo il commento che la sociologa Giulia Paola Di Nicola ha rilasciato al Sir al termine della Gmg2002 – Giovanni Paolo II ha consegnato ai giovani festanti tra bandiere, inni e danze una verità semplice, ma spesso occultata dal cristianesimo della tristezza e della flagellazione: l’essere umano è stato creato per essere felice ed ha perciò il diritto a cercare la felicità, nei limiti di un agire eticamente corretto e nelle condizioni date. La felicità dunque non può essere confusa con l’edonismo e il male né come una meta irraggiungibile che una natura matrigna avrebbe messo nel cuore dell’uomo per poi negarla di fatto. Essa è una meta raggiungibile grazie all’incontro col Cristo.” “Le immagini dei mass media ci riportano i giovani che trasportano e sollevano la grande croce di legno. Sono gli stessi che gridano, cantano e ce la mettono tutta per essere felici. Voglia il cielo che per essi portare la croce non sia soltanto l’adempimento di un compito che li rende protagonisti per qualche tempo, quasi lo svolgimento di un ruolo teatrale che si abbandona non appena si chiude la scena. Del resto non credo che si possa fare il cireneo restando di pietra. Probabilmente essi vivono quest’esperienza ricavandone la convinzione implicita che non si può comperare quella felicità cui aspirano a basso prezzo, ai saldi.” “Colori, suoni e danze fanno parte dello straordinario della festa che tutti trascina nella sua eccitazione. I giornalisti, il Papa, le televisioni sono uno scenario che tra qualche ora sarà concluso. Soprattutto si esaurirà la forza del gruppo di amici che sostiene la fede, moltiplica la gioia e divide la sofferenza. Si riprenderà l’aereo per casa e si troverà una famiglia, che forse farà pesare i soldi spesi per quel viaggio e pretenderà un surplus d’impegno, e un ambiente di vita quotidiana freddino se non indifferente rispetto all’esaltante esperienza di Toronto. Nella ferialità dei rapporti e degli eventi, si farà sentire forse la mancanza di quegli amici, di quella atmosfera, dei tanti animatori religiosi. Si potrà forse creare una scoraggiante scissione tra la festa e la quotidianità. Sarà quello il momento in cui ogni giovane dovrà cavarsela per cercare di mediare, facendo appello a tutte le sue energie e alla Grazia, il giusto desiderio di felicità con la croce.