GMG2002: P.GRAZIANI: NELLE PAROLE DEL PAPA FORTI PREOCCUPAZIONI PER IL FUTURO DEL MONDO

” “Pubblichiamo il commento di Pier Antonio Graziani, esperto di politica estera, rilasciato al Sir, dopo l’intervento del Papa alla Veglia di preghiera – C’è un forte accento, nel discorso del Papa ai giovani, sulla piega che sembra progressivamente prevalere nell’inizio del millennio, con l’accentuarsi della rincorsa in avanti della rivoluzione tecnologica. E non per contrarietà alle scienze e alla loro applicazione in favore dell’uomo, ma perché la rivoluzione tecnologica è accompagnata da una cultura legata ai criteri dell’efficienza e della produttività, e pure disancorata dalla dimensione religiosa o anche soltanto etica dell’uomo. Il secolo XX si è chiuso fra la forza della speranza fondata anche sulla fine di ideologie compiute – speranza che il Papa vede nei pellegrini del Giubileo – e la dialettica dell’odio e dell’inimicizia, che il Papa raffigura nell’attentato alle Torri gemelle di New York. La rivoluzione tecnologica affidata a se stessa si lega con la pretesa di fine della storia perché fra essa e il mercato non c’è bisogno di un terzo, religione, morale o politica che sia. La politica intesa naturalmente come ricerca del bene comune. Il Papa ne è chiaramente preoccupato. La dialettica dell’odio trova in questo fatalistico abbandono alla forza delle cose un terreno propizio. La terra insanguinata di Israele e della Palestina ne è l’esempio più chiaro e drammatico: agli orrori seguono gli orrori senza una fine apparente anche perché al tavolo delle trattative si è sostituita la convinzione che le armi siano migliori di qualsiasi altra soluzione. Sicché la cultura che oggi governa il mondo – o pare comunque lo faccia – è incapace a corrispondere alla speranza che c’è nell’umanità, nonostante le ingiustizie e l’odio. “Spes contra spem”. È così trasparente, quando non è esplicito, nel discorso del Papa, un giudizio forte sulle sperequazioni e i problemi che una rivoluzione tecnologica si porta dietro ove rimanga senza un guinzaglio morale. Un giudizio altrettanto forte sulle insufficienze delle istituzioni politiche internazionali a cominciare dall’Onu. Stentando a riformarsi, restano dietro la copertura di statuti e ideali, in balia degli interessi più forti. Un giudizio, infine, preoccupato sulle divisioni per aree del benessere contrapposte a quelle del malessere, edizione aggiornata di divisioni che ieri furono anche e soprattutto ideologiche.