” “(dalle inviate) “C’è stato uno scambio fruttuoso tra europei e nordamericani. Ognuno ha qualcosa da insegnare all’altro”. A parlare è mons. Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria (Croazia) e vice-presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), descrivendo al Sir le caratteristiche della partecipazione dei giovani europei alla Gmg di Toronto. A suo avviso il contributo dell’Europa all’America del Nord può essere un invito “ad aprirsi di più ai valori fondamentali dell’uomo”, mentre “i giovani europei devono imparare a riconoscere meglio le proprie radici e la ricca tradizione che hanno”. Altro fatto positivo accaduto durante queste giornate è che “i giovani europei si sono riconosciuti tra di loro e sanno di creare insieme una comunità europea”. Mons. Bozanic nota che “il Papa ha fiducia nei giovani perché in ognuno di loro c’è Dio, allora lui parla a quella presenza di Dio che è in ogni uomo. La Gmg fa sì che i giovani diventino evangelizzatori dei giovani”. Tra i vescovi europei che hanno partecipato alla Gmg, mons. Edoardo Menichelli, vescovo di Chieti-Vasto (Italia), che sprona i giovani occidentali “a riprendere in mano una sorta di indignazione, perché nella vita di tutti i giorni a volte mi sembrano un po’ sopiti, condizionati dalla realtà e allora non sempre riescono a manifestare quella gioiosa ribellione necessaria nei nostri tempi, soprattutto nel mondo occidentale, sempre più impenetrabile al mistero spirituale. Ho l’impressione che il costume di vita condizioni molto questa adesione totale a Cristo”. Delle giornate canadesi, aggiunge mons. Menichelli, “mi rimarrà impressa l’ubbidienza dei ragazzi agli orari, alle fatiche, alla manifestazioni. Sono certo che saranno capaci di accogliere la sfida che il Papa ha lanciato loro, cioè di costruire il futuro e di non lasciarsi condizionare troppo dai modelli sociali preconfezionati”.